Arigiò Gioielli


"Naturalis Historia" XXXVII Libro
Plinio il Vecchio


Di seguito troverete un brano di Plinio il Vecchio [XXXVII Libro di "Naturalis Historia"] .
Egli parla di pietre preziose, del coraggio di Prometeo che aiuta gli uomini (in suo onore gli uomini hanno iniziato ad indossare anelli), della ruota dell'inarrestabile destino fortunoso di Policrate di Samo. Parole antiche, belle, luminose, come le gemme dei nostri gioielli, che volentieri Vi dedichiamo.

Plinio Caio Secondo (23 - 79 d.C.) studioso di retorica, grammatica e scienze; consigliere di Vespasiano e Tito.

 

AnelloUt nihil instituto operi desit, gemmae supersunt et in artum coacta rerum naturae maiestas, multis nulla parte mirabilior.

Perché nulla manchi al piano della mia opera, restano ora le gemme: la maestà della natura vi si concentra in uno spazio ristretto, e molti ritengono che in nessun altro aspetto essa sia più degna di ammirazione.

 

Tantum tribuunt varietati, coloribus, materiae, decori, violare etiam signis, quae causa gemmarum est, quasdam nefas ducentes, aliquas vero extra pretia ulla taxationemque humanarum opum arbitrantes, ut plerisque ad summam absolutamque naturae rerum contemplationem satis sit una aliqua gemma.

Si attribuisce tanto valore alla loro varietà, ai loro colori, alla loro materia, alla loro magnificenza, che inciderne alcune con figure - come è uso - la si ritiene addirittura un'empietà; altre poi sono considerate al di là di ogni prezzo e della valutazione delle ricchezze umane, tanto che a molti basta, per una contemplazione suprema e assoluta della natura, una sola gemma qualunque.

 

AnelloQuae fuit origo et a quibus initiis in tantum admiratio haec exarserit, diximus quadamtenus in mentione auri anulorumque.

Quale sia stata la loro origine e l'inizio dell'attuale sfrenata passione, lo abbiamo in parte detto menzionando l'oro e gli anelli.

 

Fabulae primordium a rupe Caucasi tradunt, Prometei vinculorum interpretatione fatali, primumque saxi eius fragmentum inclusum ferro ac digito circumdatum: hoc fuisse anulum et hoc gemmam.

Le leggende ne riconducono l'origine alla rupe del Caucaso, secondo la fatale interpretazione delle catene di Prometeo: per la prima volta un frammento di questa roccia sarebbe stato incastonato nel ferro e infilato al dito: l'uno sarebbe stato il primo anello, l'altro la prima gemma.

 

His initiis coepit auctoritas in tantum amorem elata, ut Polycrati Samio, insularum ac litorum tyranno, felicitatis suae, quam nimiam fatebatur etiam ipse qui felix erat, satis piamenti in unius gemmae voluntario damno videretur, si cum fortunae volubilitate paria fecisset, planeque ad invidia eius abunde se redimi putaret, si hoc unum doluisset, adsiduo gaudio lassus.

Di qui ebbe inizio la voga delle pietre preziose; e crescendo diventò una tale passione che Policrate di Samo, sovrano di isole e coste, per espiare quella prosperità che egli stesso, nel suo successo, riconosceva eccessiva, considerò un sacrificio sufficiente la perdita volontaria di una sola gemma, se avesse pareggiato in tale modo i conti con la volubilità della fortuna; e ritenne in tutta certezza di riscattarsi pienamente dall' invidia della dea soffrendo quest'unico dolore, lui che era spossato da felicità ininterrotta.

 

AnelloErgo provectus navigio in altum anulum mersit.

Si fece dunque portare al largo su una barca e gettò l'anello nelle profondità del mare.

 

At illum piscis, eximia magnitudine regi natus, esca vice raptum, ut faceret ostentum, in culina domino rursus Fortunae insidiantis manu reddidit.

Ma un pesce, che per la sua straordinaria grandezza era destinato a un re, lo afferrò come se fosse un'esca - questo è il prodigio - lo restituì nella cucina al suo propietario, in virtù di un intervento della Fortuna sempre in agguato.

 

AnelloSardonycem eam gemmam fuisse constat, ostenduntque Romae, si credimus, in Concordiae delubro cornu aureo Augustae dono inclusam et novissimum prope locum praelatis multis optinentem.

Risulta che quella gemma fosse una sardonice, e, se crediamo a quel che si dice, è in mostra a Roma, nel tempio della Concordia, incastonata in un corno d'oro, dono dell'imperatrice; e occupa quasi l'ultimo posto tra le tante altre gemme che le sono preferite.


Sappiate che per la cultura orientale, e non solo, ogni pietra esercita un particolare influsso su di noi; inoltre la scienza ci ha dimostrato che i minerali emettono vibrazioni, ad esempio il quarzo consente, con le sue vibrazioni estremamente costanti, di conferire ai nostri orologi una precisione pressochè assoluta.


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