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Les émaux à Feu
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L'Or et les Pierres

Les émaux

Collier, Bague, Epingle, Boucles d'oreilles L'art de l'émail…. la synthèse d'une quantité infinie de moments d'étude, dévouement et précision, de règles qui se suivent dans le respect de critères et créent de cette façon des objets uniques.… mais aussi moment de création, émanation de l'esprit, intuition profonde mais fugace qui doit être saisie dans l'instant qui passe……
Et quand on dit "métier" on ne pense peut être qu'à la capacité d'utiliser les mains et les instruments, d'assembler ou égriser des pièces… .
L'art de l'orfèvre représente la rencontre heureuse entre rigueur, humilité et connaissance profonde des qualités des matières et des instruments.
C'est l'art de l' expérience, de la précision, de la fatigue et méticulosité. Mais c'est aussi le métier qui rencontre la fantaisie, le rêve retrouvé …….dans un seul mot le talent.
Je dédie aux visiteurs les plus attentifs le passage suivant extrait du "Trattato dell'oreficeria: Dell'arte dello smaltare" [Traité de l'orfèvrerie: sur l'art d'émailler] de Benvenuto Cellini. Bien que la traduction dans une langue moderne ne puisse avoir l'ambition de vous rendre la saveur archaïque du langage appartenant au sixième siècle, mais seulement le sens du texte, j'espère qu'il vous sera quand même possible d'y retrouver l'esprit et la rigueur qui ont rendus uniques ses Joyaux.

Benvenuto Cellini (1500-1571)orfèvre et sculpteur de Florence eût une vie intense pleine d'aventures et de travail. A 59 ans "afin de fuir l'oisiveté et pas pour chercher fortune" il commença à écrire sur sa vie (sa première œuvre littéraire est une des productions les plus vives de la littérature de la Renaissance), et après cela le Traité de l'orfèvrerie et le Traité sur la sculpture, en plus de nombreux autres textes sur l'art.

"… ora cominceremo a ragionare della bellissima arte del lavorare di smalti, e così in detto modo ricorderemoci di quei valent'uomini che meglio l'hanno fatta, e con la sperienzia delle loro belle fatiche si mosterrà quanto tale arte sia bella e difficile, e la differenza che gli è dal modo che lei si fa veramente bene, et a quest'altro che la si fa manco bene… .
… Gli è bene il vero, che il fare assai di tutte le cose, in che l'uomo si eserciti, quella tanta pratica fa una gran sicurtà nell'arte, e per virtù di quella si viene anche alla teorica delle belle arti, come hanno fatto in gran parte li detti oltramontani.
Quel vero e bel modo di che io mi sono messo a ragionare si fa in questo modo.
Ei si fa una piastra o di oro o di argento, e vuole essere grossetta, e sia condotta in quella forma che arà da essere la tua opera. Di poi si attacca in su quello stucco, che si fa di pece greca e di matton pesto sottilissimo, et un poco di cera, secondo la stagione in che tu ti trovi: se egli sarà di verno, vi si mette più cera; e se e' sarà di state, assai manco cera.
PendentifEt il detto stucco si appicca in su una stecca o grande o piccola, secondo la grandezza del tuo lavoro, e poi si piglia la detta piastra e si scalda; e pi che le sarà calda, la si attacca in su la detta pece e di poi si segna con le tue sestoline un profilo manco di una costa di coltello; e fatto questo, con una ciappola quadra si abbassa tutta la detta piastra a punto quanto ha da essere la grossezza dello smalto: e si debbe fare con molto diligenzia.
Di poi si disegna nella detta piastra tutto quello che l'uomo vuole intagliare, o figura o animale o storia di più figure, e poi si intaglia con il bulino e con le ciappolette, con tutta quella pulitezza che sia possibile al mondo. E debbesi fare un basso rilievo, il quale sia della grossezza di dua fogli di carta ordinaria, e questo detto basso rilievo vuole essere intagliato con ferri sottili, massimamente li sua li sua proffili; e se le saranno figure vestite con panni, sappi che e panni sottili mostrano bene per le assi pieghe che si fa in essi.
Il tutto importa che il tuo lavoro sia spesso di intaglio o pieghette o fioretti, i quali si fanno in su e panni grossi, volendo dimostrare dommasco: e questa diligenzia si fa acciò che finito il tuo smalto egli non schizzi, cioè che e' non si spicchi; e quanto più pulitamente farai il detto intaglio, tanto più bella verrà la tua opera… .
… ancora io non voglio ragionare del modo che son fatti gli smalti, perché quella si è una certa arte molto grande, la quale ancora la facevano gli antichi, et è stata trovata da uomini soffistichi, esperti delle polveri delli minerali cavati dalle minere…".


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